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Icone Russe

Icona Russa - San Demetrio di Tessalonica

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San Demetrio di Tessalonica

Icona Russa

Russia Centrale, XIX secolo

Dimensioni: 22,50 x 18.00

Tempera su legno

 

 

Certificato di autenticità

San Demetrio di Tessalonica

Accanto a San Giorgio il Vittorioso, un posto d’onore fra i santi “guerrieri” spetta a Demetrio, la cui fama nell’Oriente è pari forse soltanto a quella di San Nicola.

La tradizione lo vuole martire a Tessalonica (l’odierna Salonicco) nel 306, e lo presenta come un soldato, dati confermati solo parzialmente dalle leggende sulla sua vita.

Il primo e più esteso racconto su Demetrio risale al IX secolo. Secondo questo testo, Demetrio a imitazione degli apostoli percorreva il mondo diffondendovi il Vangelo e si stabilì a Tessalonica dove fu arrestato e fatto uccidere dall’imperatore Massimiano a colpi di lancia.

La notte i cristiani lo seppellirono fra le rovine dove era stato martirizzato. Qui il prefetto dell’Illirico Leonzio fece costruire una chiesa.

Una seconda leggenda aggiunge che il santo apparteneva a una famiglia consolare, aveva ottenuto un grado nell’esercito e adempiva funzioni pubbliche. Il racconto precisa che Leonzio edificò la basilica sulla tomba del santo dopo essere stato guarito da una grave malattia.

La basilica di San Demetrio a Tessalonica è una delle testimonianze più importanti per quanto riguarda l’iconografia del santo. Vi si trovano infatti mosaici dei secoli VI-IX, particolarmente significativi in quanto tramandano l’immagine di Demetrio in veste bianca ornata da una fascia purpurea, vale a dire in aspetto di diacono. Ma accanto a questo modulo raffigurativo del santo si sviluppò con maggiore fortuna, sia in territorio greco che slavo, quello che lo presenta in veste di guerriero.

L’affinità che lega Demetrio a Giorgio si riflette nell’iconografia; i tipi raffigurativi sono talmente simili da generare talora equivoci sull’identità del santo rappresentato, i due giovani di nobile e bell’aspetto, si distinguono solo per la capigliatura, più mossa e fluente per Giorgio, recisa e con la fronte scoperta per Demetrio.

La tavola in esame si presenta in discreto stato di conservazione realizzata in maniera molto sobria ed essenziale, con il solo particolare del Cristo raffigurato nell’angolo in alto a sinistra.

Mario Mossa

Bari, 20 Aprile 2013

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